Lazio
Produzione vinicola del 4,8% sul
totale nazionale
Il Lazio è la regione che grazie al
suo territorio misto, composto di terreni vulcanici, in corrispondenza
dei laghi, zone collinari e pianure bonificate, è in grado di offrire svariate
tipologie di vino. Da sempre conosciuto e apprezzato, il vino laziale si
sta evolvendo, colmando quell’arretratezza che in campo vinicolo l’aveva
relegato in una posizione defilata nel panorama produttivo nazionale.
Le zone a maggiore vocazione sono i
Castelli Romani, poco distanti dalla Capitale e la zona dell’Alta Tuscia,
affiancate dai Colli della Sabina, dalla produzione del Cesanese, vicino
Frosinone e alla crescita di Latina e della sua provincia. La produzione
regionale è caratterizzata soprattutto dai bianchi, infatti quasi l’80%
dei territori coltivati a vite sono destinate alla produzione di uve a
bacca bianca (dove la parte del leone la fa il Frascati, il vino più conosciuto
e prodotto nella regione).
Tra i vitigni il più diffuso è sicuramente
la Malvasia Bianca di Candia, cui seguono la Malvasia Puntinata, il Trebbiano
Toscano, localmente conosciuto come Procanico, il Trebbiano Giallo, localmente
conosciuto come Rossetto, il Grechetto, il Moscato Bianco, il Bombino,
la Malvasia, la Passerina del Frusinate e quelle dei rossi storici,
come il Cesanese e il Nero Buono di Cori, a cui si affiancano l’Aleatico,
il Canaiolo, il Cabernet Sauvignon, il Syrah, il Montepulciano, il Merlot
e il Sangiovese.
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