Campania
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Produzione vinicola del 3,4% sul
totale nazionale
La Campania è tra le regioni italiane
una di quelle che può vantare la più antica tradizione vinicola, infatti,
sin dai tempi dei romani la regione era conosciuta anche per la produzione
di vino: il Falerno, che viene prodotto ancora oggi ai confini del Lazio,
il Fiano, che viene allevato ancora oggi nei pressi di Avellino e l’Aglianico
che deve il suo nome ai Greci che lo impiantarono in Campania attorno al
VII° sec. a.C. Famoso sin dall’antichità ai Romani, presso i quali godeva
di ottima fama, il vino rischiò l’estinzione a causa della fillossera,
e riuscì a sopravvivere soltanto in una ristretta fascia di territorio
corrispondente all’attuale Sannio, tra le province di Avellino e Benevento,
e in una zona nei pressi di Caserta. Qui, grazie al territorio di origine
vulcanica, all’ottimale altezza e al clima, l’Aglianico è riuscito nel
tempo ad esprimere il meglio di sé, diventando il più importante e diffuso
vitigno a bacca rossa della regione, che ci regala grandi vini rossi particolarmente
adatti all’invecchiamento. Usato nel passato come vino da taglio, l’Aglianico
viene oggi vinificato in purezza, o quasi, in tutti i più importanti vini
della Campania: il Taurasi, il cui nome deriva da quello dell’omonima
cittadina presso Avellino, il più celebre e qualitativo dei ”figli” dell’Aglianico,
un vino particolarmente adatto a lunghi invecchiamenti, che prima di prendere
questa denominazione deve invecchiare almeno tre anni in botte. Altri vini
celebri sono l’Ischia (sia bianco che rosso), prima DOC della regione,
il Greco di Tufo, prodotto principalmente dal vitigno omonimo di importazione
ellenica, e Fiano d’Avellino, l’antico bianco dell’Irpinia. Le zone
a maggiore produzione sono quelle del Vesuvio delle isole di Capri ed Ischia,
della penisola Sorrentina, dell’Avellinese e del Beneventano. A fianco
dell’Aglianico trovano spazio il Sangiovese, il Barbera, il Piedirosso,
la Guarnaccia, lo Sciascinoso, il Primitivo, il Gragnano, il Trebbiano
Toscano, la Malvasia Bianca, l’Aspirino, il Moscato Bianco, la Forastera,
il Biancolella, il Greco di Tufo, il Coda di Volpe, la Verdeca, la Falanghina
e il Fiano di Avellino.
| Colore |
Grado alcolico |
Tipo |
Sapore |
| Bianco |
11,50% |
Secco fermo |
Secco e armonico. |
| Giallo paglierino con riflessi dorati. |
| Colore |
Grado alcolico |
Tipo |
Sapore |
| Bianco |
11,50% |
Secco fermo. |
Fresco, secco, armonico. |
| Giallo paglierino più o meno intenso. |
| Colore |
Grado alcolico |
Tipo |
Sapore |
| Bianco |
12,0% |
Secco frizzante |
Sapido, fine e armonico, del tipo "extrabrut" o del tipo "brut". |
| Giallo paglierino più o meno intenso con riflessi verdognoli o dorati. |
| Colore |
Grado alcolico |
Tipo |
Sapore |
| Rosso rubino |
min. 12% |
Secco fermo |
Corposo, robusto, secco e aromatico. |
| Rosso rubino intenso, acquisce toni arancione con l'invecchiamento. |