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Calabria

Produzione vinicola del 1,0% sul totale nazionale



Da secoli gli ulivi, gli agrumi e le viti rappresentano le risorse fondamentali della Calabria. I Greci portarono nella zona vitigni preziosi la cui eredità sopravvive ancora oggi mescolandosi al desiderio d’innovazione tecnologica, nell’obiettivo di raggiungere traguardi qualitativi sempre più alti. Ecco spiegata, così, la denominazione di “Enotria” che ai tempi della Magna Grecia indicava i territori calabresi e lucani che si affacciano sul Mar Ionio e che in greco significa, appunto, “terra del vino”. Attualmente le aziende cercano di ridurre le rese e impiegare tecniche di vinificazione moderne. Così, il patrimonio vinicolo calabrese, grazie alla ricerca scientifica e alla passione dei singoli vignaioli, è diventato un’arma formidabile in grado di suscitare sempre di più l’interesse dei consumatori.  Il vigneto calabrese si rivela piuttosto omogeneo con una prevalenza di vitigni a bacca rossa tra cui primeggia il Gaglioppo che si unisce a due varietà di Nerello, al Greco Nero e ad altri vitigni, raggiungendo la maggioranza. Tra i bianchi prevale il Greco Bianco che oggi viene vinificato dopo un leggero appassimento: il risultato è un ambrato vino da dessert. I vini coperti da una Denominazione d’Origine Controllata in Calabria coprono il 20% circa della produzione totale. Nella regione ci sono 12 vini Doc nelle differenti tipologie di rosso, bianco, rosato, riserva, superiore, classico. E’ da notare, inoltre, che in Calabria l’80% delle viti è lavorato ad alberello: questo conferma una produzione tradizionalmente indirizzata a una splendida gradazione alcolica.

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