Storia del vino in pillole.....
Curiosità - 03/03/2006
Il termine "vino" prende origine dalla parola sanscrita vena (amare) da cui derivano anche i termini Venus e Venere.
Il termine "vino" prende origine
dalla parola sanscrita vena (amare) da cui derivano anche i termini Venus
e Venere. Diversi ritrovamenti archeologici dimostrano che Vitis vinifera
cresceva spontanea già 300.000 anni fa. Studi recenti tendono ad associare
i primi degustatori di tale bevanda già al neolitico; si pensa che la scoperta
fu casuale e dovuta a fermentazione naturale avvenuta in contenitori dove
i primi ominidi riponevano l'uva. Le più antiche tracce di coltivazione
della vite sono state rinvenute sulle rive del Mar Caspio e nella Turchia
orientale. I primi documenti riguardanti la coltivazione della vite risalgono
al 1700 AC, ma è solo con la civiltà egizia che si ha lo sviluppo delle
coltivazioni e di conseguenza la produzione del vino. L'impero romano dà
un ulteriore impulso alla produzione del vino, che passa dall'essere un
prodotto elitario a divenire una bevanda di uso quotidiano. In questo periodo
le colture della vite si diffondono su gran parte del territorio, e con
l'aumentare della produzione crescono anche i consumi. Ad ogni modo il
vino prodotto a quei tempi era molto differente dalla sostanza che conosciamo
oggi. A causa delle tecniche di conservazione, il vino risultava essere
una sostanza sciropposa, molto dolce e molto alcolica. Era quindi necessario
allungarlo con acqua e aggiungere miele e spezie per ottenere un sapore
più gradevole. Con il crollo dell'Impero Romano la viticoltura entra in
una crisi dalla quale uscirà solo nel medioevo, grazie soprattutto all'impulso
dato dai monaci benedettini e cistercensi. Proprio nel corso del medioevo
nasceranno tutte quelle tecniche di coltivazione e produzione che arriveranno
praticamente immutate fino al XVIII secolo. Nel Settecento si arriva ad
ottenere un prodotto "moderno"; grazie alla stabilizzazione della
qualità e del gusto dei vini, nonché all'introduzione delle bottiglie di
vetro e dei tappi di sughero. Nel XIX secolo l'oidio e la fillossera, malattie
della vite provenienti dall'America, distruggono enormi quantità di vigneti.
I coltivatori sono costretti a innestare i vitigni sopravvissuti sopra
viti di origine americana (Vitis labrusca), resistenti a questi parassiti,
e ad utilizzare regolarmente prodotti fitosanitari come lo zolfo. Nel novecento
invece si ha, inizialmente da parte della Francia, l'introduzione di normative
che vanno a regolamentare la produzione (origine controllata, definizione
dei territori di produzione, ecc.) che porteranno a un incremento qualitativo
nella produzione del vino a scapito della quantità.
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