Il mondo del vino si apre verso nuove rotte commerciali
News - 05/17/2006
I principali mercati di riferimento rimangono sempre gli Stati Uniti e l'Europa, con Inghilterra e Germania in primo piano, ma l'attenzione del mondo del vino si sta anche progressivamente orientando verso quei paesi un tempo considerati al margine delle tradizionali "rotte commerciali".
I principali mercati di riferimento rimangono sempre gli Stati Uniti e
l'Europa, con Inghilterra e Germania in primo piano, ma l'attenzione del
mondo del vino si sta anche progressivamente orientando verso quei paesi
un tempo considerati al margine delle tradizionali "rotte commerciali".
Paesi che oggi sono in grado di rappresentare invece una valida soluzione
scaccia-crisi. Ne è convinto Veronafiere, che, con Vinitaly, la più importante
rassegna del vino italiano, da tempo, ha spostato la propria attenzione
verso i cosiddetti mercati emergenti: India e Russia, senza dimenticare
le immense potenzialità del mercato cinese. In quest'ottica VeronaFiere,
con Vinitaly, ha stretto un accordo pluriennale con Unione Italiana Vini,
Federvini, Ice e BuonItalia per sostenere l'internazionalizzazione e la
formazione delle aziende italiane all'estero attraverso un programma di
investimenti da 140 milioni di euro fino al 2010. Un vero e proprio patto
di ferro per promuovere il nostro vino nel mondo attraverso l'organizzazione
di una serie di "tour" nei principali mercati di riferimento
e in quelli emergenti. " Il programma completo di "Vinitaly Tour
2006" è stato presentato oggi nel focus dei Paesi che saranno coinvolti
nel "business tour". Dopo Usa, Russia, Cina e India, Vinitaly
aggiunge quest'anno una nuova tappa al suo tradizionale tour promozionale
nei più importanti mercati mondiali: si tratta del Giappone, che sta confermando
il suo crescente interesse verso l'import di vini di qualità. Prima tappa
sarà la Russia, con Vinitaly Russia a Mosca il 25 e 26 maggio e a San Pietroburgo
il 27 maggio. Il mercato russo sta dimostrando un grande interesse per
il vino, con un incremento dei consumi negli ultimi 10 anni del 70%. La
richiesta di vini italiani, che occupano una nicchia di alta qualità, cresce
a un ritmo del 20-40% l'anno, ma i nostri produttori hanno sviluppato solo
il 10% delle proprie potenzialità. Sarà poi la volta di Vinitaly Us Tour,
il 24 ottobre a Chicago, il 26 a Los Angeles e il 27 a Las Vegas. Quello
americano è un mercato consolidato, che ha toccato quest'anno 1 miliardo
di dollari (per 2 milioni di ettolitri, con un incremento dell'11,5% in
valore), e che vede l'Italia al primo posto tra i Paesi importatori di
vino; ciò non toglie che le nostre aziende abbiano ancora grandi potenzialità
di sviluppo, sia perché proprio qui è stato inventato il concetto di "made
in Italy", sia perché entro il 2008 gli Usa saranno il primo mercato
al mondo per consumo di vino.
Terza tappa dell'anno in Giappone, per il primo Vinitaly Japan, in programma
il 21 novembre a Tokio. Qui l'Italia rappresenta uno dei principali esportatori
e gode di un alto "market share". Secondo gli analisti, il mercato
giapponese potrebbe raddoppiare nel giro di 5 anni. Intanto, negli ultimi
tre anni le importazioni sono cresciute del 6,9% e l'Italia, tra il 2001
e il 2004, si è portata al 16,1% delle importazioni totali. A Shanghai
dal 23 al 25 novembre si svolgerà Vinitaly China, per presentare, a quello
che è considerato il più interessante mercato del momento, vini e prodotti
tipici italiani.
Un evento reso possibile anche in virtù della recente collaborazione siglata
da Veronafiere con Cibus Fiera di Parma. Secondo le stime del World Wine
Industry Association, le vendite nel prossimo futuro aumenteranno in Cina
del 35%. Infine l'India, con Vinitaly India, è la prima tappa del 2007.
Programmata per gennaio del prossimo anno toccherà Mumbai e New Delhi,
i due più grandi mercati di consumo del vino nel Paese. La crescita economica
indiana fa da traino anche allo sviluppo della richiesta di vini dall'estero;
la presenza di vini internazionali è infatti aumentata del 30% nell'ultimo
decennio, nonostante gli alti costi che pongono il prodotto tra i beni
di lusso, e la crescita continua al ritmo del 22% annuo.
Anche qui il "made in Italy" gode di un'ottima reputazione, ma
per garantire la competitività del vino italiano bisogna favorire, oltre
che la promozione, i processi di formazione all'estero per avere in loco
persone (ad esempio chef) che sappiano comunicare adeguatamente la qualità
della nostra enologia.
- © Gocce di Vino - 2012 | Via Gigante, 44 - 20025 LEGNANO - Tel.: +39 0331 440 995 · info@goccedivino.it ·
